Niccolò Cercignani, Il Pomarancio |
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Un artista che non è tra i più famosi ma ha comunque un ruolo importante all'interno del Manierismo: Niccolò Circignani, detto il Pomarancio perché nacque a Pomarance, un piccolo paese nei pressi di Volterra. L'artista svolse quasi tutta la sua carriera tra Umbria e Lazio e deve agli affreschi di Palazzo Della Corgna a Castiglione del Lago la sua fama. Sulle sponde del Trasimeno, immerso in un paesaggio idilliaco, Niccolò Circignani ebbe modo di esprimere tutto il suo talento. I suoi primi lavori sono documentati intorno al 1562 a Roma, dove dipinse gli affreschi del Belvedere in Vaticano con Santi di Tito. In seguito lo troviamo attivo ad Orvieto (1570), Umbertide (1572), Città di Castello (1573-1577) e a Città della Pieve. Lavorò anche con Hendrick van den Broeck alla cattedrale di Orvieto e nel 1568 dipinse gli affreschi della chiesa del Maestà delle Volte a Perugia, la Resurrezione (1569) a Panicale) e una Annunciazione (1577, ora nella Pinacoteca di Città di Castello). Dipinse anche gli affreschi su temi mitologici come il Giudizio di Paride, Storie dell'Eneide e altri, in collaborazione con Giovanni Antonio Pandolfi nel Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago. Nel 1579 tornò a Roma per lavorare con Mattheus Bril e decorò la Sala della Meridiana nella Torre dei Venti e nelle Logge (1580-1583) in Vaticano. Tra il 1582 ed il 1583 dipinse gli affreschi della Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio (24 scene che imitano rilievi scultorei, in toni di giallo, raffiguranti la storia di santo Stefano e del suo culto). Ricevette l'incarico di affrescare il muro che chiudeva l'ambulacro con scene di martirio. Il ciclo inizia con la Crocifissione di Gesù, a cui segue il martirio di santo Stefano, con sullo sfondo le raffigurazioni dei supplizi degli Apostoli.
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