II cognome BONA-GALVAGNO trae origine dalla unificazione delle due nobili famiglie Bona e
Galvagni (Galvagno) voluta al fine di evitare l'estinzione di quest'ultima dopo la morte di Annibale Clemente (nato ad Aqui, 27 aprile 1829; Bubbio, senza linea, 2 maggio 1906), Conte di Cassinasco e (Signore) di Bubbio, sindaco di Nizza Monferrato, Cavaliere SS. Maurizio e Lazzaro (1881, 15 gennaio), sposato con Enrichetta Biliani di Cantoira, appartenente ad una delle più antiche casate di Nizza Monferrato, conti di Cantoira, La Famiglia Galvagni o Galvagno, originari dì Mantova, appartiene ad una delle antiche famiglie del Patriziato Acquose con i titoli di Signori di Bubbio (inv, 10.10.1696 del Duca di Mantova al Cap. Carlo Giuseppe) e di Conti di Cassinasco (inv, 26.01.1767 a Giuseppe Francesco). Annibale Clemente, non avendo figli ed amando in particolar modo la sorella Crìstina Marceilina (nata a Bubbio, 9 luglio 1832) ed il di Lei marito, avvocato Giuseppe BONA, per garantire la prosecuzione della stirpe Galvagno testò (1 dicembre 1891) a favore del nipote (figlio della predetta sorella e del Cav, Aw. Giuseppe Bona) Giacinto BONA, nominandolo erede universale e conferendogli i propri titoli nobiliari, con preghiera di chiedere a S.M. il Re di poter aggiungere al cognome BONA il cognome Galvagno, per evitarne l'estinzione. BONA Giacinto fu Giuseppe, alla morte di Annibale Clemente chiese ed ottenne dal Re, con Decreto Reale 3 marzo 1907, dì poter aggiungere al cognome Bona l'ulteriore cognome Galvagno. L'arma GALVAGNO (Galvagni), è "Troncato semipartito: nel primo di azzurro al Icone nascente d'oro; nel secondo d'oro pieno; nel terzo palato d'azzurro e oro". La famiglia BONA, di nobili origini, è oriunda del Delfinato e consanguinea dei BONNE duchi di LEDISGUIESES (che vantano tra i loro più autorevoli rappresentanti in Francia il gran Connestabile Francesco).
L'
arma Bonne, ossia BONA, è «di un leone d'oro in campo rosso, col capo di azzurro, cucito (vale a dire di colore su colore), e carico di tre rose d'argento» ed è stata da sempre utilizzata in Italia dai BONA con «Scudo cimato d'elmo e da corona di nobile, ornato di burletta e svolazzi di rosso, d'azzurro, d'argento e dì oro» col motto «lustitia et sine labe toga», La famiglia fu ed è di distinta civiltà, appartenendo essa da lunghissimo tempo alle più distinte famiglie del Monferrato, sia per parentela con altre famiglie nobili, che per levatura di cariche occupate nella Chiesa, nella vita pubblica, nella magistratura, nelle professioni liberali e per censo. Tra i più autorevoli rappresentanti della famiglia BONA si ricordano, in particolare, il
Cardinale Giovanni Bona ed il Senatore del Regno, Ministro dei lavori pubblici e delle Ferrovìe,
Cav. Bartolomeo Bona.