Bartolomeo Bona |
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Non sono note le ragioni per le quali cadde sul B. la scelta del Des Ambrois allorché si trattò di creare un nuovo ufficio per la direzione dei lavori per le strade ferrate, che allora stavano per essere iniziati. È certo tuttavia che nella nuova mansione affidatagli il B. dimostrò una grande competenza ed una grande abilità e a lui va attribuito il merito della realizzazione delle prime linee ferroviarie piemontesi e l'organizzazione dei primi lavori.
Fu eletto deputato dal collegio di Spigno per la prima legislatura (aprile 1848) e rientrò alla Camera nel luglio 1849 (III legislatura) coi voti del collegio di Nizza Monferrato, restandovi sino al 1854, quando fu nominato senatore (24 novembre). Partecipò molto raramente ai dibattiti parlamentari, intervenendo soltanto su questioni di carattere tecnico e finanziario e schierandosi sempre a favore della politica cavouriana. Il 19 nov. 1857 dal Cavour, che lo considerava suo braccio destro nei problemi relativi allo sviluppo ferroviario, il B. fu chiamato a dirigere il ministero dei Lavori Pubblici; tenne il portafoglio sino alla caduta del gabinetto in seguito al trattato di Villafranca (19 luglio 1859). Durante la prima fase operativa della seconda guerra d'indipendenza toccò a lui il compito di far entrare in azione le opere idrauliche di difesa; successivamente diresse i servizi logistici e il dislocamento delle truppe, permettendo il rapido affluire dei combattenti nelle zone d'operazione. Lasciata la carica di ministro, tornò alle mansioni precedenti (che del resto aveva sempre tenute in pugno anche durante il periodo ministeriale), allargando, a unificazione avvenuta, l'attività direttiva a tutta l'area della penisola. Lasciò l'ufficio nel 1865, allorché il Bastogi lo chiamò al posto di direttore generale della Società delle Strade Ferrate Meridionali con lo stipendio favoloso di L. 5.000 mensili. In questa posizione il B. rimase sino alla morte, avvenuta il 3 febbr. 1876 a Firenze.
Nominato direttore generale delle Strade Ferrate Meridionali, con una guida abile e prudente il B. riconquistò alla Società, che era una delle più importanti nel settore ferroviario, il credito rimasto alquanto scosso dalla inchiesta parlamentare del 1864 (erano allora risultate varie irregolarità nella gestione del Bastogi), e riuscì a portare a termine costruzioni previste dalle convenzioni con lo Stato e a incrementare in maniera ragguardevole il traffico sulle proprie linee. Come direttore generale, al B. spettava di far eseguire i deliberati del consiglio di amministrazione, di sopraintendere al personale, di emanare i regolamenti di servizio, di stipulare i contratti per le forniture e gli appalti di lavori, di provvedere al movimento dei fondi e al servizio dei titoli tanto all'interno che all'esterno, di trattare gli affari contenziosi e le convenzioni, di compilare i bilanci preventivi e consuntivi da sottoporre annualmente all'approvazione dell'assemblea generale degli azionisti, nonché di tenere i contatti con la pubblica amministrazione per tutto ciò che riguardava la società. Tra il 1865 e il 1876 furono costruiti 675 km di nuove linee (fu raddoppiata in pratica la rete delle ferrovie meridionali), malgrado rilevanti difficoltà derivanti dalla natura geologica delle regioni (Appennini centro-meridionali), e soprattutto malgrado le difficoltà derivanti dalle condizioni del mercato finanziario, cui era giocoforza ricorrere per gli ingenti capitali necessari ad ultimare le costruzioni convenzionate con lo Stato. La crisi finanziaria del 1866 (che portò all'adozione del corso forzoso nel 1867), benché travolgesse le principali compagnie ferroviarie (dalla Calabro-Sicula alla Romana alle Ferrovie dell'Alta Italia), non mise in crisi le Meridionali grazie all'amministrazione del B.; tuttavia nel 1866, quando ancora restavano da costruire ben 611 km, le obbligazioni della Società, collocate abitualmente a 240 e a 260 lire, precipitarono a 111 lire (su un valore nominale di 500).
M. Calzavarini Fonti e Bibl.: Le notizie sugli studi universitari sono state tratte dall'Archivio-storico dell'università di Torino, Registro degliesami di licenza e laurea in legge (6 VIII 1808-2 VII 1813), e Id., (3 VII 1813-15 VIII 1815). Le notizie sulla carriera nella magistratura e nella burocrazia subalpina, dall'Arch. di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Rubrica delle Regie Provvidenze 1814-1831 e 1832-1850. Il nome del B. compare nell'epistolario cavouriano: cfr. C. Cavour, Lettere edite ed inedite, a cura di L. Chiala, I-VII, Torino 1883-1887, passim; Id., Nouvelles lettresinédites, a cura di A. Bert, Turin 1889, passim; Id., Nuove lettereinedite, a cura di E. Mayer, Torino-Roma 1895, passim. Sull'attività nel campo delle ferrovie si vedano: Atti dellaCommissione d'Inchiesta sull'esercizio delle ferrovie italiane, 188r, I-VII, Roma 1881, passim; F. Taiani, Le strade ferrate in Italia, Milano 1905, p. 72; G. Capodaglio, Storia di un investimento dicapitale. La Società italiana per le Strade Ferrate Meridionali, in Rivista italiana di scienze economiche, X (1938), pp. 167-195, 277-287, 363-372; G. Binello, Le ferrovie piemontesi delRisorgimento, Torino 1940, passim; A. Crispo, Le ferrovieitaliane, Milano 1940, passim. Si vedano ancora: A. Catalani, Il parlamento del regno d'Italia, Milano 1861, pp. 813 s.; C. Dionisotti, Storia della magistraturapiemontese, II, Torino 1881, p. 428; A. Moscati, Iministri delPiemonte dopo Novara, 1849-1860, Napoli 1952, pp. 382-84. N. Nada-M. Calzavarini NoteNell'atrio arrivi della Stazione di Torino Porta Nuova è presente un busto dedicato al Cav. Bartolomeo Bona, opera del noto scultore Luigi Belli. A Nizza Monferrato, sua città natale, è stata a lui dedicata una Via ed una statua del personaggio campeggia in piazza XX Settembre. Sul sito del Senato della Repubblica Italiana è presente una accurata scheda che potete consultare cliccando qui |