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Martedì 07 Feb 2012
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Epoca Preromana

catonePlinio il Vecchio riporta quanto scritto da Catone nelle Origines, attestando la fondazione di Amelia nel 1134 a.C. La città, per la sua stessa posizione geografica di “zona di confine”, ha avuto senza dubbio una grande importanza nell’evoluzione delle culture protostoriche tra il Lazio e l’Umbria. Le prime testimonianze del centro umbro di Amelia rimandano all’età del Bronzo; è tuttavia possibile, pur nella frammentarietà delle conoscenze archeologiche attuali, leggere la continuità di vita del primitivo abitato, dall’età del Ferro al pieno arcaismo, che mostra già in epoca molto antica forti contatti, non tanto con il retroterra umbro, ma con i vicini distretti etruschi ed italici. Allo stato attuale dati fondamentali per la ricostruzione della storia dell’antico abitato sono offerti dai corredi rinvenuti nel secolo scorso in alcune tombe a camera con annessa area sacra nella zona di Pantanelli, a sud-ovest della città, relativi all’arco del IV-II sec. a.C.: la tipologia delle tombe conferma il controllo del territorio da parte un ceto aristocratico al quale erano destinati i beni di prestigio. La tipologia delle tombe di Pantanelli rimanda alla coeva architettura funeraria ceretana. Ad essi si aggiungono ritrovamenti singoli e sporadici relativi a bronzetti di tradizione etrusco-italica rappresentanti Marte in atteggiamento bellicoso, figure di guerrieri, semplici ex voto di offerenti, o ancora i frammenti di una iscrizione incisa su lamina bronzea con dedica votiva a Zeus (CIL, XI, 100). Lo scavo archeologico della necropoli catonedell’Ex Consorzio, nel 2001, si è rivelato di notevole importanza per lo studio del centro preromano e romano di Amelia: sono stati ritrovati resti di strutture riferibili ad un arco cronologico compreso tra il VII- VI sec a.C. e il II sec. d.C. Le forme vascolari ricordano modelli già conosciuti in ambito umbro-laziale della fine del VII-VI sec. a.C, mentre le oreficerie coprono un periodo compreso tra il IV sec. a.C. e la prima età imperiale. Lo studio dei materiali, ancora in itinere, darà un contributo fondamentale alla ricostruzione della storia di Amelia preromana: sicuramente già ora è possibile affermare che nel IV sec. a.C. la città era proiettata verso l’Etruria meridionale e l’agro falisco, con contatti frequenti con i centri della Magna Grecia. Il primitivo insediamento abitativo di Amelia si sviluppò probabilmente sull’Acropoli, ossia la collina più alta e ben difesa dalla posizione naturale, dominante il sottostante territorio costituito da insediamenti sparsi. Nell’area dell’Acropoli sono ben visibili i resti di una cerchia muraria megalitica risalente all’VIII – VII sec. a.C. La costruzione delle imponenti mura in opera poligonale, risalente secondo alcuni storici al VI secolo e IV secolo, ma con più probabilità del III sec. a.C., formate da poderosi blocchi in calcare perfettamente connessi a secco, che si conservano per una lunghezza di circa 800 metri e un’altezza di 8 metri, conferì alla città la sua definitiva conformazione, che corrisponde all’attuale ampio centro storico.